Sicurezza in montagna al tempo del COVID-19

 

 

 

Dopo due mesi di reclusione coatta, possiamo finalmente, seppur ancora con molte limitazioni, riprendere la nostra attività in montagna. Ma la situazione, non dimentichiamocelo mai, non è ancora tornata alla normalità, a quello a cui eravamo abituati prima di questa maledetta pandemia. Tutt’altro!

Probabilmente ci vorrà ancora parecchio tempo prima che si possa tornare a frequentare la montagna con le medesime modalità di prima.

Per maggior chiarezza proviamo a riassumere in punti ciò che è meglio tener presente in questo periodo.

  • La montagna è un ambiente meraviglioso ma rimane pur sempre un ambiente potenzialmente pericoloso dove è necessaria un’adeguata preparazione fisica e psicologica. Dopo due mesi di quasi assoluta inattività è quindi necessario cominciare con escursioni alla portata della nostra preparazione. I tempi di percorrenza che registravamo mesi fa, ora potrebbero allungarsi significativamente e la nostra tenuta fisica non sarà sicuramente la stessa. Quindi programmiamo gite brevi, su percorsi noti, calcolando bene l’impegno fisico e i tempi di percorrenza.
  • Probabilmente questa primavera molte manutenzioni ai sentieri sono saltate e quindi le condizioni in cui versano i tracciati di montagna non sono quelle che ci aspettiamo o a cui eravamo abituati. Motivo per cui sarà fondamentale muoverci con una cartina topografica al seguito (la carta fisica non ha batterie che si scaricano e non ci lascerà mai a piedi), con il cellulare con batteria di riserva ed eventualmente con uno strumento GPS dotato di cartografia. Rimaniamo sui tracciati segnati e non insistiamo nel percorso qualora non trovassimo più i segnavia bianchi e rossi (se camminiamo da 10 minuti senza scorgere un segno bianco e rosso, torniamo immediatamente sui nostri passi).
  • La normativa attuale (fino al 18 maggio) impone di muoversi da soli o con poche persone. Questo costringe a una maggiore attenzione. Qualora si decidesse di muoversi da soli, conviene lasciare scritto, su un foglio da riporre nel cassetto dell’auto, il luogo verso cui siamo diretti, il sentiero che intendiamo percorrere, l’orario di partenza e l’orario presunto di rientro. Queste informazioni, qualora non si riuscisse a rientrare autonomamente, serviranno a noi soccorritori per indirizzare le ricerche ed essere notevolmente più veloci. Meglio anche avvisare un parente o un conoscente circa le nostre intenzioni in modo da favorire una eventuale ricerca della nostra auto da parte delle forze dell’ordine.
  • Soprattutto se ci si muove da soli è molto consigliato installare sul proprio cellulare un’applicazione che ci consenta in modo rapido di stabilire le coordinate del punto dove ci troviamo. Noi suggeriamo l’applicazione GeoResq che, una volta registratisi sul portale internet, permette di essere geo-localizzati in caso di necessità (se in copertura traffico dati) dal soccorso alpino.
  • Camminare in montagna con la mascherina oltre ad essere difficile, non è nemmeno molto indicato. Però ricordiamoci di indossarla sempre qualora incrociassimo altre persone. La mascherina limita la trasmissione del virus e se tutti la indossiamo in maniera corretta ci permette di ridurre il rischio di contagio incrociando altri escursionisti sui sentieri di montagna. Quindi, fintanto che siamo soli o con dei familiari possiamo tenere la mascherina abbassata, pronti a sollevarla qualora incontrassimo qualcuno.
  • Ricordiamoci di mettere nello zaino dei guanti in lattice o nitrile puliti e del detergente igienizzante per le mani. Potremmo essere costretti a toccare oggetti che non sappiamo se siano contaminati o meno. Quindi, ogni qualvolta questo succedesse, ricordiamoci poi di disinfettare molto bene le nostre mani.
  • Cerchiamo di intraprendere, in questa fase di ripresa dell’attività, percorsi facili, noti, mai fuori sentiero. Qualora, malauguratamente, avessimo bisogno di soccorso, ricordiamo che il soccorso alpino in questo periodo, per proteggere i volontari stessi e i pazienti, deve adottare necessariamente una serie di procedure che ritardano anche di molto l’intervento. Soprattutto nel caso in cui dovessero muoversi le squadre a terra, queste arriveranno sul posto con tempi molto più dilatati rispetto alla normalità, esponendo chi sta male, ad ulteriori rischi. Anche il recupero stesso, a causa dei DPI che i volontari dovranno indossare, risulterà molto più complesso e lento. Quindi cerchiamo assolutamente di non metterci in situazioni a rischio. Non mettiamoci nei guai! Potremmo pagarla molto cara. Inoltre, in questo periodo la montagna sarà presa quasi sicuramente d’assalto e qualora si dovessero verificare più incidenti contemporaneamente questo rallenterà ulteriormente tutti gli interventi (la stazione di Verona ha 25 volontari e già tre interventi in contemporanea potrebbero mettere in crisi la struttura).
  • La normativa vigente non consente di valicare i confini regionali. E questo vale anche sulle montagne. Nel pianificare una gita prestiamo anche questa attenzione. In caso di incidente e successivo recupero in zona fuori provincia le ripercussioni, anche legali, sull’infortunato potrebbero essere significative.
  • Ricordiamoci che la montagna attualmente si trova in una situazione ancora primaverile e non estiva, con neve in quota e nei canali. È di ieri (9 maggio) la triste notizia di una valanga in Tofana dove è deceduto un giovane sci-alpinista bellunese.
  • Da ultimo, tutti i rifugi della Regione Veneto sono attualmente chiusi e non sappiamo quando ed eventualmente come riapriranno. Quindi teniamo presente che gli abituali punti d’appoggio, per ora, non sono disponibili. In un futuro vedremo cosa succederà.

Nell’augurarvi le più belle gite ed escursioni, vi saluto.

Roberto Morandi

Responsabile della Stazione del

Soccorso Alpino e Speleologico di Verona

Link Utili:

GeoResQ – App di Geolocalizzazione per cellulari: https://wp.georesq.it/

Sicuri in Montagna: http://www.sicurinmontagna.it/

ARPA Veneto – Previsioni meteo: https://www.arpa.veneto.it/

Soccorso Alpino di Verona: http://www.cnsasvr.it/

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