ANELLO DEL SASSOLUNGO
12 luglio
DOVE ANDIAMO, AMBIENTE E STORIA:
Con questa escursione ci addentriamo nel cuore delle Dolomiti, tra la Val Gardena e la Val di Fassa alla scoperta del massiccio del Sasso Lungo (noto come Langkofel in lingua tedesca o Saslonch in lingua ladina). Il toponimo, attestato sin dal 1770 nella forma di Lang Kofel, significa "pietra lunga" ed è da comprendere quando si guarda la montagna da nord-est e confrontandola con l'adiacente Sasso Piatto. Una leggenda locale vuole che il massiccio sia il luogo di sepoltura di un gigante punito dai suoi simili per aver derubato gli uomini dando la colpa agli animali del bosco. I pinnacoli noti come le "Cinque Dita" sarebbero l'ultima parte del corpo visibile.
PROGRAMMA DELL'ESCURSIONE:
La nostra escursione parte al Passo Sella, nei pressi del parcheggio, stazione a valle della storica cabinovia del Sassolungo (2218 m), imboccando il sentiero n. 525. L'impianto, tra i più fotografati, è stato costruito nel 1957 ed è l'unica cabinovia a due posti delle Dolomiti. Viene tristemente appellata "Sarglift" (ascensore a bara) per la forma stretta e verticale delle cabine, anche se in realtà la stessa è stata proprio voluta per superare tratti stretti tra le pareti rocciose. La struttura avrebbe dovuto essere rinnovata, ma il progetto non è stato finora autorizzato per motivi di tutela ambientale. Questo primo tratto è molto bello ma è il più ripido ed impegnativo di tutta l'escursione. Il sentiero sale in modo costante inizialmente tra pascoli d'alta quota e imponenti massi detritici, per poi farsi via via più ripido serpeggiando in mezzo ghiaione racchiuso tra lo Spallone del Sassolungo e le Cinque Dita. Richiede circa 1 ora e mezza di cammino per coprire i 500 metri di dislivello che portano alla Forcella del Sassolungo (2.685 m), dove sorge il Rifugio Toni Demetz, incastonato nella roccia tra le pareti verticali di Punta Cinque Dita. La struttura fu costruita nel 1954 dalla guida alpina Giovanni Demetz per offrire agli escursionisti una possibilità di proteggersi dalle intemperie, un posto in cui ristorarsi e da dove poter ammirare il paesaggio circostante. Il nome è dedicato a suo figlio Toni, morto tragicamente a soli 20 anni nel 1952 dopo essere stato colpito da un fulmine mentre faceva da guida sul Sassolungo. Questo punto rappresenta una vera e propria terrazza sulle Dolomiti con una bellissima vista sulla Val Gardena e le cime circostanti del Sella, del Puez e delle Odle. Da qui si inizia la discesa, sempre sul medesimo sentiero, immergendosi nell'impressionante vallone alpino del Sassolungo, il Dentersasc, nel cui tratto iniziale, all'interno di una fessura rocciosa, va posta attenzione per il fondo sassoso e ripido. Successivamente, il paesaggio che ci si presenta è spettacolare, con un ampio circo glaciale sulla sinistra (dove fino a 100 anni fa si trovava il ghiacciaio Grohmann, che arrivava a lambire il sentiero, ora quasi completamente scomparso, presente sottoforma di rock glacier, ossia ricoperto da colate detritiche che nascondono la superficie ghiacciata) e le pareti scoscese dello Spallone del Sassolungo a destra. Gli altri due ghiacciai che ancora resistono al cambiamento climatico sono il ghiacciaio pensile del Sassolungo, a sud della cima principale, alla quota di 2750-2900 metri, e il ghiacciaio del Sasso Piatto, appena a sud del Rifugio Vicenza. Proseguendo la discesa nel vallone sempre su fondo detritico si arriva infine in una conca più aperta, dominata dall'imponente mole del Gran Campanile del massiccio roccioso. Ci troviamo ora in vero e proprio anfiteatro di pietra, per ammirare uno dei paesaggi più spettacolari dell'ambiente dolomitico. Tra rocce e sfasciumi si ergono maestose ripide pareti di roccia disseminate di torri e guglie molto caratteristiche ma anche di rocce levigate e nivo-morene, a memoria dell'ultima glaciazione. Gli enormi accumuli detritici che possiamo ammirare qui, presenti alla base delle pareti, sono il risultato millenario dell'azione di disgregazione rocciosa ad opera di agenti ambientali esogeni. Il sentiero, inizialmente con la presenza di alcuni tratti attrezzati da cordino, che ne consente un passo sicuro (non necessaria attrezzatura aggiuntiva), diviene via via più pianeggiante conducendoci verso il rifugio Vicenza (2254 m). Costruito nel 1903 dalla sezione di Vienna del DÖAV venne restaurato dopo la prima guerra mondiale con il contributo della sezione del CAI di Vicenza del CAI a cui venne successivamente affidato. Iniziamo quindi la discesa verso la sottostante valle di Siusi seguendo le dapprima il sentiero 525 e successivamente, dopo una biforcazione, le indicazioni per il Rifugio Comici sul sentiero n. 526 a destra. Si discende tra i larici ammirando una bellissima vista sull'Aloe di Siusi e sul sottostante alpeggio del Plan de Cunfin. Si continua il giro intorno al Sassolungo al limite della vegetazione boschiva risalendo verso la Forcella Piz Ciaulonch (2098 m) tra rocce enormi e cirmoli. Si continua lungo il sentiero 526, aggirando il margine di una vasta colata detritica per poi immettersi nel sentiero 528 proveniente dal Monte Pana nei pressi di un piccolo stagno d'acqua ai margini della conca prativa del Plan Sosalonch. Una leggera salita ci porta, quindi, direttamente al Rifugio Comici (2154 m). Circa 400 metri ci dirigiamo in asso, sempre sul numero 526 verso i massi enormi della cosiddetta Città dei Sassi, riconduce a Passo Sella. La Città dei Sassi è quello che rimane di un'antica frana avvenuta circa 20.000 anni fa. Camminare tra questi antichi resti rocciosi, colonizzati ora dalla tipioca vegetazione arborea delle dolomiti, è molto suggestivo anche per la vista delle vicine Torri del Sella e del Ghiaccio della Marmolada a Sud-est. In pochi passi ritorniamo quindi al parcheggio.
CARTINA DEL PERCORSO:
FOTO:
DIRETTORI DI ESCURSIONE:
- Gino Sorbini – 3479624199
- Corrado Gallina – 3404014553



