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Gran Pilastro Mt. 3510 (Hochfeiler “Cresta Affilata”)

Alpi Aurine /Alpi Della Zillertal

sabato e domenica 2-3 settembre

Massima cima delle Alpi Aurine, dal profilo imponente specie se osservata dal versante austriaco ove precipita con un’impressionante parete quasi verticale.

Un’avventura indimenticabile per il normale escursionista: sebbene non richieda la capacità d’arrampicare, la via di salita è comunque insidiosa con un ultimo breve tratto assai esposto, richiede esperienza e un passo sicuro.

DOVE ANDIAMO, AMBIENTE E STORIA:

La catena delle Alpi Aurine venne esplorata interamente durante il XIX secolo. La prima cima ad essere salita è il monte Lovello nel 1843 dall’ing. M. V. Lipold ed un cacciatore di Mayrhofen. Successivamente vennero saliti il Grosser Mochner nel 1846 e lo Schrammacher nel 1847 da Peter Karl Thurwieser con diversi compagni. Nel resto del secolo tutte le cime e le creste principali vennero esplorate dai nomi illustri dei pionieri delle Dolomiti quali Freshfield, Fox, Tuckett i fratelli Zsigmondy ed altri.

La prima ascensione avvenne proprio su questo percorso nel 1865, affrontata dall’alpinista Paul Grohmann, cofondatore dell’Oesterreichischer Alpenverein, l’Associazione Alpinistica Austriaca, e le guide alpine Peter Fuchs e Georg Samer di San Giacomo a Vizze di Dentro.

PROGRAMMA DELL’ESCURSIONE:

1° GIORNO:

L’escursione inizia nel terzo tornante della vecchia strada sterrata del Passo di Vizze, che si dirama dietro la frazione di Stein alla fine della Val di Vizze.

Dal parcheggio si risale con il sentiero n° 1 (cartello indicatore) in un bosco fiancheggiando un torrente e si continua poi per un lungo tratto tortuoso e ripido fino ad un pianoro (circa 1 h) dove si piega a NE.

Si prosegue poi a mezzacosta sul lato sinistro della valle con vari saliscendi, superando poi a circa 1 ora dal rifugio un breve e facile tratto attrezzato.

Si risale ancora per rocce rotte fino al rifugio Hochfeilerhütte – Rif. Gran Pilastro m 2710 (3 h dalla partenza).

Dopo un primo tratto in comune, c’è la possibilità di fare la variante lungo il sent. n. 8A, che risale la valle sul fondo e sull’altro versante (4 h dalla partenza).

2° GIORNO:

Dal retro del rifugio si sale in leggera salita per poi rimontare per un ripido tratto attrezzato la paretina che conduce al crestone soprastante. Si piega ora verso destra risalendo il crinale sovrastante il rifugio fino a raggiungere una zona caratterizzata da rocce verticali conficcate nel terreno somiglianti a lapidi. Da qui si taglia in diagonale rimontando poi delle ripide rocce sbucando quindi sul filo di cresta. La cima appare ora in tutta la sua imponenza. Ancora un tratto in leggera salita (esposto) per poi affrontare la ripida crestina finale (talvolta scivolosa sul versante nord) che porta alla croce di vetta 3510 m.

Dalla vetta il panorama è sconfinato. Osserveremo sotto di noi la Vedretta di Quaira Bianca Weißkarferner; verso occidente le Stubaier Alpen, poco più a sud, già in territorio italiano, i monti di Fundres (Pfunderer Berge) con il Picco della Croce (Wilde Kreuzspitze). In territorio austriaco, verso nordovest, i massicci dello Schrammacher, dell’Olperer e il Fußstein. Spostandoci a oriente il crinale delle Alpi Aurine con, in primo piano, le cime del Mesule (Großer Möseler) e della Punta Bianca (Hoher Weißzint).

In discesa si ripercorre a ritroso lo stesso itinerario della salita fino al rifugio e poi si torna lungo il sent. n. 1.

Accompagnatori:

  • SONIA RIGHETTI 347 8445755

  • FILIPPO RIZZOTTI 340 3194844
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